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Dal 20 gennaio al 20 febbraio 2007, il Chiostro di San Francesco
di Sorrento ospita la suggestiva Mostra Fotografica di
Raffaele Federico, intitolata “Maschere a Venezia”. La
manifestazione stata promossa dall’ Assessorato alla Cultura
della Citt di Sorrento e dal “Centro di Studi e Ricerche
Multimediali "Bartolommeo Capasso" di Sorrento”.
Nel recensire la mostra, Giovanni Fiorentino, sulla
brochure di presentazione, ha scritto: “Si pu vivere l'esperienza
del Carnevale di Venezia, un vertiginoso e immaginario salto
nello spazio e nel tempo, attraverso le immagini di un fotografo?
Quale esperienza offrono le fotografie di Raffaele Federico
per uno spettatore che a Venezia non mai stato in questo
singolare periodo dell'anno?”
Le risposte arrivano puntuali proprio nel guardare le immagini
proposte dal fotografo sorrentino che riuscito a creare i
presupposti per un gemellaggio ideale tra due localit turistiche di
fama internazionale quali, appunto, Sorrento e Venezia.
Lo spunto fornito da uno degli appuntamenti pi colorati e
suggestivi: quello che si rinnova ogni anno, in occasione del
Carnevale. |
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Sempre nel commentare la mostra fotografica di Raffaele Federico,
nella recensione di Giovanni Fiorentino, si legge ancora:
“Come esseri immaginari, le maschere recitano un carnevale
per gli occhi, distanti dal coinvolgimento sensoriale e collettivo
del passato: si espongono nella vetrina veneziana dove all'aperto le
masse consumano, quasi esclusivamente, con l'eccitazione dello
sguardo. Sono gli occhi a saltare da uno spazio all'altro, da un
costume all'altro, da una performance all'altra. Qui, nelle immagini
di Raffaele Federico, l'occhio pu distendersi sui dettagli,
accostandoli l'uno all'altro, libero di interagire, fermarsi e
magari ripartire da un costume e una maschera del Settecento per
confonderli con elementi di altre epoche e altre culture, e
immaginare oltre la bellezza del simulacro che appare. Gli animali
fantastici, si sa, sono semplici opportunit per inventare,
personalmente. Federico si applica sul ritratto, lavora sul
genere, senza trascurare di costruire squarci di ambientazione
rarefatta: le luci notturne e surreali, la cornice barocca della
scena, rappresentano il contrappunto fantastico per iscrivere la
maschera nella scena narrativa”.
Fabrizio Guastafierro |